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la nostra è una città come c'è
ne sono tante nel meridione, tutte con gli stessi
problemi che si trascinano da anni. Emarginazione
sociale, eroina e disoccupazione sono una costante,
una drammatica costante che caratterizza in primo
luogo la vita dei giovani, cresciuti in un centro
storico completamente dimenticato da tutti, o nella
piazza del nuovo centro cittadino sviluppatosi senza
criterio tra giganti di cemento. Gli spazi di espressione
per i ragazzi sono praticamente inesistenti, ma in
realtà in cui, chi vuole qualcosa deve prenderla
da se, da dodici anni in poi, e in modo particolare
coloro che rifiutano di piegarsi alla mentalità
comune cercando di vivere al di fuori di ogni schema,
si identificano in un solo gruppo: gli ultrà.
Essere ultrà, per noi, non e' stata mai una
moda ma una precisa linea di tendenza, evidenziata
anche dal nostro nome: NUCLEI SCONVOLTI, che se da
un lato serve a differenziarci per la sua originalità,
dall'altra esprime in tutti i suoi risvolti i sentimenti
che ci animano. Nessun altro gruppo, politico o no,
può vantare nella nostra città un seguito
maggiore, e ciò, è dovuto senz'altro
al modo di gestire la nostra immagine, che in questi
dodici anni è stato se non impeccabile quanto
meno giusto. Fondamentali, a questo proposito, si
sono verificate sicure scelte come quella di tenere
fuori dalla curva la politica per evitare spaccature
in un gruppo che dell'unita' fa la sua arma migliore,
e come quella di promuovere e partecipare ad iniziative
di carattere strettamente sociale. Fra le altre ci
piace l'iniziativa di devolvere parte dell'introito
del tesseramento in favore del centro recupero tossicodipendenti
operante in città.
Raffrontandoci
con i ragazzi delle altre città l'attaccamento
al gruppo e' per noi più importante della
fede nella squadra. Non per niente il fenomeno ultrà
è nato nel novembre del '78 sotto la sigla
"COMMANDO ULTRA' PRIMA LINEA" proprio
nella stagione che vedeva il ritorno del pubblico
rossoblù al san vito dopo la squalifica di
due anni che ci aveva portato a girovagare per gli
angusti campi della vecchia serie d. L'aver operato
sempre tra grosse difficoltà e l'aver dimostrato
di essere ultrà anche fuori dallo stadio,
ci ha fatto guadagnare la riconoscenza e la considerazione
di una grossa parte dell'opinione pubblica cittadina,
ma inevitabilmente ci ha creato anche grossi problemi.
Non possiamo dimenticare le difficoltà incontrate
per reperire un locale idoneo quale sede del gruppo.
Finalmente anche questo ostacolo è stato
superato e siamo riusciti ad aprire una sede stabile
per la nostra attività. Il locale da noi
gestito funziona anzitutto come luogo di aggregazione
e sacralizzazione per i ragazzi della nostra citta'
ed anche come unico punto di raccolta e vendita
di tutto il materiale originale. Altra iniziativa
l'organizzazione di due raduni ultrà che
non volevano essere, come qualche organo di stampa
ha cercato di far credere, una tregua o un armistizio
fra i gruppi, ma l'inizio di una consapevolezza
generale della reale forza che rappresentiamo ed
il tentativo di individuare i "nemici"
comuni contro i quali indirizzare la nostra eterna
lotta. Due raduni ultrà organizzati insieme
a padre fedele, un personaggio sul quale occorre
dire la nostra: padre fedele, contrariamente a quanto
è stato detto da molti, non è mai
stato un capo ma solo uno di noi, sempre disposto
ad aiutarci nelle situazioni difficili. Solo chi
lo ha conosciuto personalmente può apprezzare
il suo spirito ultrà, che non puo' essere
nascosto da un saio. Infine, se un piccolo merito
ci si puo' ascrivere, crediamo sia quello di essere
stati i primi a capire l'importanza di far conoscere
le nostre idee attraverso fogli autoprodotti, per
questo e' nato "tam tam e segnali di fumo",
la nostra voce ufficiale spinta alle tematiche piu'
varie, come nel nostro stile e dove ciascuno di
noi ha la possibilita' di esprimere il proprio pensiero
senza censura. Il nostro saluto va a quanti realmente
credono nel mondo ultra' come modello di vita, di
aggregazione, di amicizia ed anche di socialita'
".
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