Tra
i mille scenari possibili si è verificato
proprio quello che più temevamo: la spaccatura
della Tifoseria. Il nostro senso di appartenenza
ad essa ci ha sempre accompagnato e resi orgogliosi:
gli emigrati che seguivano il Cosenza in ogni trasferta
al nord italia, la numerata inferocita che intimoriva
i dirigenti delle squadre avversarie, la tribuna
B stracolma che provocava disordini con i tifosi
ospiti, ma soprattutto una curva che, nonostante
le sue mille contraddizioni, remava in un’unica
direzione. Di tutto questo eravamo, siamo e saremo
sempre orgogliosi.
Oggi invece assistiamo ad uno scenario nuovo, irreale,
mai vissuto in novanta anni di storia calcistica,
nel quale facciamo veramente fatica a riconoscerci.
Ci si poteva dividere sulle politiche societarie
o sulle scelte tecniche di un allenatore, ma non
era mai accaduto che la tifoseria si dividesse sulla
scelta della squadra da seguire, tenendo conto che
entrambe si chiamano Cosenza, hanno i colori sociali
rossoblu, il lupo come simbolo e che per entrambe
abbiamo tifato, fatto sacrifici e preso diffide
e denuncie.
Questo è il motivo per cui abbiamo preso
la decisione più sofferta per ognuno di noi:
disertare lo stadio San Vito fino a quando non ritornerà
ad esserci un’unica tifoseria che segua una
sola squadra di calcio.
Domenica scorsa durante la gara tra Cosenza FC e
Vibonese siamo rimasti all’esterno dello stadio
San Vito esponendo lo striscione che più
sintetizza il nostro pensiero: “UNA SOLA CURVA
PER UNA SOLA SQUADRA”. La nostra protesta
continuerà ad oltranza durante tutte le partite
casalinghe di entrambi “I Cosenza”.
Di domenica in domenica lanceremo varie iniziative
manifestando così il nostro sdegno per la
situazione umiliante che si è venuta a creare.