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| Epilogo... |
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Uno
strano personaggio si aggira fra le schede elettorali
del comune di Cosenza. Non importa se la scheda
è quella relativa al rinnovo del consiglio
comunale, o circoscrizionale, o di quant’altro.
Se proprio non sei riuscito fino a quel momento
a restarne fuori, l’importante è che
quando entri nell’urna crei sulla scheda elettorale
un nuovo riquadro e scrivi al suo interno due semplici
parole: Trippino sindaco. Da quel momento in poi
sei entrata/o in qualcosa che è più
grande di te ma non crediamo avrai mai modo di pentirtene! |
| Come
e dove nasce... |
Primavera
2003 - Cosenza è in preda a quei deliri tipici
di ogni campagna elettorale: ci sono le comunali
e scendono in campo qualcosa come 1000 candidati
consiglieri per un totale di 70000 elettori circa.
Tutto ciò significa un candidato ogni 70
elettori, 3 candidati per ogni condominio, 2 candidati
per ogni nucleo familiare, 25 candidati conoscenti
per ogni cittadino residente e cosi via! Insomma,
un rompicapo collettivo per una città invasa
da migliaia di metri quadrati di manifesti elettorali
affissi
in ogni buco di culo, conseguenti
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scazzottate notturne fra attacchini di schieramenti
diversi, pressing a tutto campo alla ricerca dell’agognato
voto, promesse elettorali che rasentano il lecchinaggio
allo stato puro e, dulcis in fundo, come in ogni
campagna elettorale degna di questo nome, una discussione
politica sui contenuti pressocchè pari a
zero! |
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E
le coalizioni? Stendiamo un velo pietoso doppiostrato,
impacchettiamo il tutto, spediamolo sulla luna e
che non se ne parli più! A destra - non è
che la cosa ci riguardi più di tanto! –
la solita accozzaglia massofascioretrocattoclericale
espressione della Casa delle Libertà(?) cittadina
con candidato sindaco tal Umberto De Rose, noto
ai più come apprezzato tipografo, presidente
della locale Assindustria, una famiglia di tradizioni
antifasciste, un passato nel Cosenza Calcio come
dirigente e tanto altro ancora! Ed a sinistra? Un
mostro bicefalo dai contorni oscuri! |
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Due candidati a sindaco, tali Salvatore Perugini
ed Evelina Catizone, l’uno stimato avvocato
civilista in quota Margherita con una figlia ultrà
ed una approfondita conoscenza delle vicende accadute
nell’ultimo decennio nella Selva Lacandona,
l'altra la combattiva assessora del sindaco Mancini,
la |
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bionda dagli occhi blu, insomma, il futuro sindaco
della città!
Lui appoggiato da un pastrocchio che vede insieme
il diavolo (Rifondazione), l’acqua santa (Margherita
+ varie civiche ed eventuali) e quell’Italia
dei Valori capeggiata da un ex picchiatore missino;
lei sostenuta dal rimanente blocco centrosinistroide
autoctono, compresi i disoccupati cittadini, i discendenti
di Giacomo senior e Radio Ciroma, storica emittente
cittadina, a noi cara, che, alle strette dai conti
in rosso, baratta forse la sede per un pugno di
voti! Infine l’antagonismo cittadino: chi
non si è schierato, come Radio e Prc, ha
preferito tacere e godersi il teatrino o votare
sotto sotto il parente, l’amico o il dirimpettaio!
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| Cosa
rappresenta... |
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In
un simile marasma - fra vecchi marpioni della politica
locale, modelle, disoccupati, poeti, casalinghe,
amici, parenti e conoscenti, tutti stregati dalla
caccia allo scranno di Piazza dei Bruzi - messi
alle corde da un simile pressing di zemaniana memoria
che cosa potevamo fare? Serviva un modo per uscire
dall’impasse, non rinunciando a rivendicare
quello che eravamo e quello che pensavamo della
città, dei suoi mille problemi e delle sue
tante contraddizioni.
Stefano e Giggino lanciano la provocazione: Trippino
sindaco è lo slogan della nostra campagna
elettorale. Sui muri della città compaiono
le prime scritte, allo stadio durante la partita
del Cosenza parte il coro dal nostro settore inneggiante
a Trippino che provoca ilarità e stupore
da parte dei più. Qualcuno inizia a chiedere
di cosa si tratti realmente, qualcuno promette che
lo voterà davvero! È fatta.
La stampa locale da spazio al fenomeno, le scritte
sui muri si moltiplicano - non le facciamo più
solo noi! - , escono i bigliettini del candidato
che vanno a ruba (non solo per i filtri!) e persino
una spilletta con un mezzobusto del candidato, emblema
caricaturale della pseudoseriosità dei candidati
in circolazione.
Qualcuno allora ci disse se non fosse stato il caso
di candidarlo davvero visto l’effetto prodotto.
Oggi come ieri crediamo di aver fatto solo ciò
che era necessario fare: ironizzare sul delirio
cittadino preelettorale e rivendicare una scelta,
quella del boicottaggio pubblico delle elezioni,
che ritenevamo la più opportuna.
Trippino sindaco, in fondo, rappresenta dissenso
alla comune politica cittadina, al grigiore generale,
all’appiattimento delle differenze. Rappresenta
la voglia di tornare a discutere nelle piazze, nei
quartieri, negli stadi di immigrazione, mafia, lavoro,
diritti sociali e quant’altro, costruendo
conflitto dal basso quando necessario. Rappresenta
quello che siamo, con i nostri limiti, le nostre
utopie, la nostra rabbia, la nostra voglia di cambiare
tutto ciò che non ci sta bene. Ed abbiamo
deciso di manifestare tutto questo con l’unica
arma che avevamo a disposizione: la nostra allegria.
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| Prologo... |
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Da
quanto risulta ad un cronista locale de Il Domani
della Calabria, in seguito ad una serie di indagini
effettuate presso urne ed ufficio elettorale, non
meno di 400 schede sono state annullate alle elezione
comunali perché recanti la scritta Trippino
sindaco. Da allora, comprese le elezioni studentesche
all’Università della Calabria, chiunque
abbia fatto lo scrutatore presso un seggio elettorale,
ha avuto il privilegio di aprire almeno una scheda
recante la scritta Trippino sindaco!
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