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FALASTIN
LA SITUAZIONE ATTUALE

Mentre scriviamo in Israele il governo di Ariel Sharon, capo dei falchi del LIKUD (il partito conservatore israeliano), è ancora saldamente in piedi.
In nome, tutto questo, di quella “unità nazionale” sionista che ha fatto convergere al governo partiti moderati, conservatori e finanche quella destra estrema che rivendica la cacciata totale degli arabi da tutta la Palestina e la guerra alle nazioni arabe. Nel frattempo continua (da oltre tre anni ormai!) l’eroica resistenza del popolo palestinese, la cosiddetta “seconda intifada”.

Una vera e propria guerra di liberazione scatenatasi con la provocatoria visita di Ariel Sharon alla Spianata delle moschee (luogo santo per gli arabi) nell’autunno 2000, che vede la partecipazione attiva di tutto il popolo palestinese compresa la direzione ufficiale dell’Autorità Palestinese (Arafat e i settori che
rappresenta) che forse sognava di potersi trasformare nel “gestore borghese” di un mini-Stato con la benedizione dell’imperialismo internazionale.
In questi anni perfino la stampa internazionale, da sempre attenta a non “infierire” sulle politiche sioniste di Israele, ha dovuto mettere in luce la forte disparità esistente in questo conflitto armato.
Da una parte un popolo ridotto a condizioni di povertà quasi assolute, che lancia pietre, che purtroppo sempre più spesso va ad alimentare le fila dell’integralismo islamico di Hamas ed altri. Dall’altra uno degli eserciti più moderni al mondo, quello di Israele.
Appare evidente ormai a qualunque osservatore che il cosiddetto “processo di pace” iniziato ad Oslo nel 1993 sia ormai definitivamente tramontato, sepolto sotto gli attacchi dell’esercito israeliano e le politiche di Ariel Sharon, “macellaio del Libano”, principale sponsor del processo di colonizzazione dei territori palestinesi ed uomo prediletto dell’imperialismo americano.
Dai conflitti armati dei decenni passati, mai nessun uomo politico si era spinto a tanto. Né Rabin, né Peres, né Barak. Sharon,proprio come quando da alto ufficiale dell’esercito sionista si macchiava di feroci crimini in Libano, è tornato nelle sue vecchie spoglie di macellaio, e oggi è il principale responsabile (non l’unico!) del sistematico massacro di un popolo, quello palestinese, e delle scellerate scelte politiche che tanti danni hanno causato alla società israeliana.
Israele oggi è uno Stato militarizzato in ogni segmento della società. >>> continua
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