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Luglio 2005, Parco Enza, Montecchio (Re): organizzati dal “Progetto Ultrà” di Bologna e dall’Istoreco (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea), partono i Mondiali Antirazzisti edizione 2005.
Ancora una volta, insieme ai fratelli di Amantea e Villapiana Scalo, dopo una nottata trascorsa a risalire lo stivale, raggiungiamo Montecchio per una nuova edizione dei Mondiali, per una intensa tre giorni di dibattiti, incontri, calcetto e tanta allegria. Ci si accorge subito che quest’anno il campeggio del parco Enza difficilmente riuscirà a contenere la moltitudine di colori, tende, suoni ed esperienze provenienti dalle più svariate latitudini: nonostante le condizioni climatiche schizofreniche dell’intero weekend, l’edizione di quest’anno registra un incremento del numero dei partecipanti, raggiungendo il record assoluto di presenze. Centonovantadue squadre di calcetto, tornei di basket e cricket, duemila tende circa accampate intorno al parco, migliaia di ultrà, migranti e antirazzisti provenienti da tutto il mondo: questi i numeri raggiunti, senza dimenticare le visite di curiosi durante il giorno e l’attrattiva serale dei concerti che hanno visto alternarsi sul palco dell’anfiteatro gruppi emergenti, Los Fastidios, L’Infanterie e Banda Bassotti. Peccato solo per il diluvio universale del sabato notte che ha impedito l’esibizione dei nostri amici e conterranei della Spasulati Band, pronti a salire sul palco con le

nostre magliette! Tra le novità di quest’anno, oltre alla partecipazione di tante realtà ultrà e antirazziste alla prima esperienza, ci piace ricordare la totale assenza di competitività data al torneo con incontri svolti esclusivamente ai rigori ed il taglio eco-compatibile dato a tutti gli eventi proposti: isole ecologiche, composte da contenitori per la raccolta differenziata, sparse per il parco, materiale totalmente organico e biodegradabile distribuito con i pasti alle mense e promozione della riduzione e riciclaggio dei rifiuti durante tutto il weekend.

L’elemento però di maggiore rilevanza di questa edizione è stato senza dubbio la promozione e partecipazione a interessanti dibattiti durante le tre giornate. A differenza delle precedenti edizioni, incentrate prevalentemente sull’aspetto ludico e festoso, quest’anno si è riusciti finalmente a confrontarsi su tematiche attuali e sentite da tutti i partecipanti: sotto i tendoni della piazza Antirazzista, si è discusso ogni pomeriggio di repressione e controllo sociale, di comunità etniche minoritarie, di antirazzismo negli stadi e nelle piazze, di progetti sociali come lo Stadio del Bae e tanto altro ancora. I dibattiti, sempre molto partecipati, hanno permesso un confronto schietto e reale fra tanti migranti, ultrà e soggetti sociali quotidianamente impegnati ciascuno nella propria curva, comunità o quartiere.
Ma Montecchio, come ogni anno, è stato anche tanto sano divertimento: il corteo per le vie del paese, ciascuno con i propri vessilli e slogan; le nottate trascorse sotto i tendoni della mensa in un miscuglio di cori, lingue e colori; dulcis in fundo, dopo anni di delusioni calcistiche, il torneo di calcetto! Storica qualificazione ai sessantaquattresimi di finale (!) per la squadra dei Supporters e clamoroso traguardo dei sedicesimi di finale (fra la prime sedici squadre del mondo, come ha detto qualcuno!) per Amantea, guidata dalla follia del Rubio e dall’ideologo Arturo e rinforzatasi con i migliori (o meglio, i meno scarsi!) elementi di Villapaina e dei Supporters! Ciliegina sulla torta poi, il trofeo come squadra Fair Play assegnato al capitan Rubino di Amantea e dedicato alla memoria di Salvatore.
All’indomani di questi meravigliosi tre giorni, ci piace associarci al ricordo di Salvatore, pensando a quel meraviglioso sorriso che continua ad aggirarsi, nelle nostre menti, fra i gradoni della curva, sui treni di mille trasferte, fra le tende del parco Enza.

COSENZA SUPPORTERS

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