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I Mondiali Antirazzisti, giunti alla loro settima edizione, rappresentano ormai un abituale appuntamento per la nostra tifoseria.
Organizzati dal Progetto Ultrà di Bologna e dall’Istoreco di Reggio Emilia, nel corso di questi anni hanno raggiunto un’elevata popolarità in tutta Europa. Ogni anno infatti, nel mese di luglio, centinaia di gruppi ultrà, comunità di migranti e associazioni giovanili, si danno appuntamento in Emilia Romagna per trascorrere un week-end all’insegna del divertimento e dell’allegria. Tutti con un unico obiettivo: combattere il razzismo dentro e fuori gli stadi di calcio.
Non sappiamo se la prima volta siamo saliti a Montefiorino per la voglia di svagarsi dopo l’ennesimo campionato in giro per l’Italia, o se per il desiderio di rivedere amici conosciuti in questi anni negli stadi, o se per la curiosità di incontrare giovani con i quali condividevamo così tanti interessi, o se per quell’impegno sociale che abbiamo sempre anteposto all’evento sportivo.
Probabilmente siamo andati a Motefiorino un pò per tutti questi motivi. Poco importa, visto che da allora i Mondiali Antirazzisti sono diventati per molti di noi una consuetudine, uno di quegli appuntamenti segnati sul calendario con l’evidenziatore rosso.
E’ difficile spiegare cosa siano i Mondiali Antirazzisti…
Sono sicuramente un luogo di incontro e di confronto fra individui sociali provenienti dalle più svariate latitudini, differenti fra loro per sesso, usi, costumi, colore della pelle, fede calcistica. Accomunati fra loro dalla volontà di combattere il razzismo, gridare il proprio dissenso verso qualsiasi forma di discriminazione e pregiudizio. Ma sono anche sano e genuino divertimento, i fiumi di birra
bevuti in compagnia d’imbriaconi di mezzaEuropa nel mitico parco Enza; partite di calcio giocate senza alcuno spirito competitivo, ma solo per il gusto di dare due calci ad un pallone, tanto lontano dagli interessi economici che lo hanno rovinato; tanta buona musica proposta all’interno dell’arena concerti (Banda Bassotti, Statuto, Chumbawamba, Skiantos sono solo alcuni dei gruppi musicali che in questi anni si sono alternati durante le serate sul palco di Montecchio).
Ma i Mondiali sono anche l’occasione per confrontarsi su tematiche sociali e sui tanti problemi che quotidianamente deve affrontare chi continua a portare una sciarpa al collo. Calcio moderno, caro biglietti, pay-tv, repressione, militarizzazione degli stadi, proibizionismo, razzismo, sono solo alcune delle tante problematiche che interessano il nostro mondo e che investono le nostre coscienze. I Mondiali diventano quindi l’occasione per discutere con soggetti sociali ugualmente sensibili a tali problematiche.
Se pensiamo alle passate edizioni dei Mondiali affiorano ricordi di splendide giornate trascorse collettivamente: i cortei per le vie di Montecchio, le figuracce rimediate ogni anno sui campi da calcio, le nottate nel campeggio a bere e cantare con tutte le persone conosciute in questi anni, la goliardia degli amici dello Schalke 04, sono solo alcune delle tante immagini che compongono quella splendida visione di insieme che sono i Mondiali Antirazzisti.
E proprio a tutti quelli che abbiamo conosciuto all’interno del Parco Enza in questi anni, dedichiamo il nostro saluto, rinnovando l’appuntamento, come sempre, per la prossima estate in quel di Montecchio.

COSENZA SUPPORTERS