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...LA CURVA SI ATTIVA PER CERZETO...

Chiamatela solidarietà, chiamatela sensibilità o come volete voi…una cosa è certa: i ragazzi che la domenica di solito riempiono i gradoni della curva Sud, si sono adoperati con tutte le forze possibili per sostenere materialmente e psicologicamente il popolo di Cavallerizzo di Cerzeto.
L’inverno quest’anno ha riservato pioggia e neve in quantità, le terre si muovono, capita che la natura non riesce a sopportare il peso di una cementificazione approssimata. La Calabria è una terra a rischio sia dal punto di vista geologico che sul piano dell’abusivismo edilizio. Cavallerizzo è uno di quella miriade di centri incastonati fra le montagne o sulle cime di complessi rocciosi. La piccola frazione di Cerzeto viene inghiottita dal terreno. Storie grottesche, tragicomiche ed eclatanti che narrano dei più di 300 cittadini costretti ad abbandonare proprie abitazioni. Per fortuna, oltre alla disperazione, non c’è stata una tragedia. Poteva succedere il finimondo, lo sappiamo bene tutti. Troppo facile e troppo difficile dare la colpa a qualcuno. Troppo facile prendersela con i politici ma troppo difficile far finta che il pericolo non c’era. Ci viene rabbia se ci pensiamo, la stessa che traspariva negli occhi in lacrime di un anziano signore che ci poteva essere nonno…

Qualcosa bisognava farla per queste persone, anche e soprattutto perché siamo in Calabria e qui le istituzioni, oltre a non funzionare, sono spesso dedite ad operazioni miste fra legalità ed illegalità. Questa gente di questo paesino sperduto agli occhi dell’opinione pubblica, è la nostra gente. Semplicità, testardaggine, un balzo dalla rassegnazione alla determinazione, fanno sì che la comunità di origine arbresh continui a resistere.
Ci siamo adoperati fin dal primo giorno, dietro i riflettori e le passarelle create ad arte dai media per i politici e sciacalli di ogni

genere. La stagione invernale per fortuna inizia ad allontanarsi, ma si riabilita la macchina della propaganda in vista della stagione elettorale. Questo gioco non ci è mai piaciuto poiché conosciamo a memoria il meccanismo dei riflettori accesi nei primi giorni, pronti ad illuminare questo e quel politico. Gli stessi riflettori che poi sistematicamente si spengono, lasciando la situazione ancora più complessa di prima.
Alle immagini di comodo sui giornali ed in tv, abbiamo preferito l’aiuto concreto. Grazie all’impegno di alcuni gruppi o singoli della curva, abbiamo raccolto stufe, coperte e cuscini, in modo da combattere il freddo delle prime notti, quando ancora non tutti avevano trovato un minimo di sistemazione.
C’era il caos in quei giorni a Cerzeto: gente che veniva, che andava, alcuni non tornavano più. Noi siamo ritornati, anzi, ci siamo affezionati a questa gente che guardava la propria casa smaterializzarsi, insieme ai sacrifici fatti per ottenerla.
È partita la macchina della solidarietà attiva e sincera. Gli ultras, gli stessi che vengono definiti teppisti e delinquenti, sono stati fra i primi a raccogliere generi alimentari e di prima necessità, oltre che giocare e divertirsi con i bambini, servire ai tavoli i pasti, bere un bicchiere di vino e discutere con i “saggi” del posto. Questi sono i fatti e non le parole, ci teniamo a dirlo senza però farci pubblicità.
Il fatto è che certe cose si sentono dentro. La disperazione che oggi sovrasta la vita di 300 persone, l’abbiamo vista con i nostri occhi e l’abbiamo ascoltata con il cuore. Immaginatevi di vedere una signora anziana, magari pure malata, rossa in viso dallo scalpore…immaginate di vederla tutti i giorni lì, su quella sedia con il fazzoletto pronto ad asciugare le lacrime. Immaginate di vederla camminare, piegata su se stessa, con un bastone in mano, mentre si reca ad osservare un panorama insolito…le case distrutte e piegate di un paese che sta crollando.
La memoria storica e culturale di Cavallerizzo però non può crollare. Il nostro sostegno non crolla. Abbiamo visto e partecipato al dolore ed alla rabbia di chi chissà per quanto tempo dovrà attendere per riavere una propria casa. E non ci venite a dire che non si poteva evitare, perché sarebbe un’ulteriore offesa alla dignità di questa gente, la nostra gente.

Rebel Fans...Cosenza Supporters...Cosenza Vecchia...I Ragazzi dei quartieri e della provincia...e tutte le Anime della Curva solidali con il popolo di Cerzeto!

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